DONNE SAUDITE AL VOLANTE Coming soon

saudi cartoonDonne saudite al volante. Così, martedì 26 settembre 2017, in tarda serata, arriva uno storico decreto reale saudita che concede alle donne saudite di guidare a partire da giugno 2018.

Un decreto che viene dopo un’altra storica concessione giunta settimana scorsa che permette alle donne di essere ammesse in uno stadio sportivo, con gli uomini.

Sempre settimana scorsa un predicatore del “clero” saudita è stato sollevato dal suo incarico perché aveva affermato che le donne hanno un quarto del cervello degli uomini.

Altri esempi di concessioni sono la carta di identità e il voto amministrativo giunti nei mesi/anni passati. Proprio ieri, tra l’altro, è stata anche designata una donna, Fatima Bashan, come portavoce ufficiale per l’ambasciata saudita negli USA a Washington, per la prima volta.

Insomma, segnali di cambiamento ce ne sono.

Certo non fa saltare di gioia l’idea che ci siano delle sole concessioni e non tanto un riconoscimento di diritti pieni. Perché le concessioni come vengono date possono essere revocate, diversamente da diritti riconosciuti come fondamentali.

Ma non schifiamo questi passi.

Ora, in Rete c’è chi grida alla conquista dei diritti delle donne saudite e chi invece analizza che è una mossa politica e di immagine che rientra nel programma “Vision30” dell’Arabia. Altre posizioni affermano che sia l’ennesima decisione volta a compiacere l’occidente e aumentare consenso tra la popolazione locale e il mondo circostante in vista di futuri riposizionamenti strategici nella spartizione delle aeree di influenza nel vicino e medio oriente, in Africa, ecc. Beh, tutto è possibile, non ci stupiamo più di nulla ormai, ma riconoscere che un cambiamento è in atto ed è in favore delle donne, è importante e necessario.

Non manca neppure l’ironia di chi “prevede” che i parcheggi dovranno essere allargati, di chi prospetta che gli uomini verranno investiti, e così via.

Dicevo che è importante non sminuire questi passi, anche se il Re ed il suo entourage si fossero fatti i loro calcoli, perché sono convinta di un fatto: certi passi aprono inevitabilmente delle fratture in un modello/struttura culturale che è sempre stato rigido per molto tempo; fratture dentro le quali si possono inserire nuove proposte che danno voce a posizioni alternative che possono spingere verso ulteriori cambiamenti.

I commentini ironici e polemici sono spesso svilenti, sminuiscono e/o negano le lotte delle donne per la loro autodeterminazione e indipendenza. Le donne che lottano per la propria libertà non piacciono mai, è risaputo, spesso dalle donne stesse, per questo vanno difese tutte le conquiste se pur piccole o non soddisfacenti.

Sicuramente ci sono molte questioni che ora si apriranno, ad es., bisogna capire come verrà interpretato e attuato il decreto dato che è previsto che rispetti i “dettami sharitici” (che vorrà dire?!): ci saranno limiti di età? Limiti di cilindrate delle macchine usate? Non mi stupirebbero limitazioni imbarazzanti o inaccettabili condizioni.

Una commissione sta valutando i dettagli pratici ed entro un mese renderà note le decisioni prese. Vedremo.

Poi c’è il tema degli autisti, che fine faranno? Sono migliaia di lavoratori per lo più provenienti dall’Asia centrale ed orientale. Saranno tutelati i loro diritti che chissà quali sono?

La possibilità per le donne di guidare permetterà, forse, a molte donne di famiglia povera o ceto economicamente medio basso di non dover più sobbarcarsi spese non indifferenti tra autisti e taxi per fare le faccende quotidiane. Una realtà, quella della povertà in Arabia, poco conosciuta ma che sfida la casa reale su molti piani ancora non conosciuti da questa parte del mondo. Ma questo è un altro discorso.

In questa prima riflessione a caldo, che non ha valore di analisi perché è tutto in divenire, non si può non evidenziare che restano ancora molte cose da scardinare come la figura del guardiano delle donne. Figura che svilisce profondamente la loro dignità e autodeterminazione. Ma la strada sembra aperta e non possiamo che essere cautamente felici. Continuerò a seguire con attenzioni i (spero) progressi nella speranza che si sviluppi una coscienza collettiva forte in tutto il Golfo e non solo, volta a ripensare i modelli sociali abbandonando le tante contraddizioni in materia di libertà, “uso” della religione e molto altro.

Questo non deve però farci distogliere l’attenzione dai tanti problemi e dalle tante contraddizioni che abbiamo anche da questa parte del mondo perché i segnali che giungono non sono confortanti, anzi, sembrano indicare forme di regressione. O forse stanno emergendo i nodi al pettine frutto di tante incongruenze e contraddizioni che pure qui abbiamo? Ne parlerò.

Intanto il mio pieno sostegno e rispetto per queste sorelle vittime di sistemi culturali patriarcali e misogeni che con l’inganno hanno usato il nome dell’islam per dettare legge.

 

SUGGERIMENTO: Invito chi sa leggere l’inglese e l’arabo a seguire i profili Instagram delle attiviste saudite e arabe in generale per aggiornamenti e per capire gli umori e i dibattiti in corso. Scoprirete un mondo inedito, cadranno sicuramente molti pregiudizi e con vostra sorpresa potrete ricevere molti interessanti spunti e stimoli.

 

 

Photo credit immagine in evidenza:  @LatuffCartoons

Photo credit immagine nel post di Image: Ruba Al-Yamani.

NB: Il post può essere soggetto a modifiche e integrazioni che verranno segnalate.

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